Vaso Flow

Vaso
Flow

Scultorea asimmetria

Il vaso scultura Flow è il frutto della sinergia fra la ricerca estetica di Zaha Hadid, archistar definita dal Times una delle cento personalità più influenti al mondo, e Serralunga, azienda nostrana che dal 1825 porta alto il nome del Made in Italy grazie alla collaborazione con i più grandi designer contemporanei.

di Edoardo Carugo

Flow. Ossia “fluire ”, “scorrere”, “ondeggiare”. Ma anche F L O W, come le prime quattro lettere che compongono la parola Flower, “fiore”. Tutti elementi d’ispirazione presenti nel design di questo vaso disegnato nel 2007 da Zaha Hadid e disponibile anche in versione giant, di 2 metri di altezza.
Le forme plastiche che raccontano lo sbocciare di un fiore e i volumi fluidi in continua trasformazione rendono Flow non solo un elemento d’arredo, ma una vera e propria opera d’arte che reclama e merita un posto d’onore.
Anche i materiali utilizzati raccontano una ricerca che rende questo vaso un grande oggetto di design: Flow, infatti, è realizzato in polietilene lineare a bassa densità, un materiale estremamente resistente, ma anche molto brillante; qualità che lo rendono adatto sia ad ambienti interni che esterni. Questa fusione fra fuori e dentro caratterizza da sempre la ricerca del marchio Serralunga, il cui progetto è proprio quello di portare all’aperto l’intimità dell’ambiente domestico e far entrare negli spazi interni il calore esterno. Flow è la realizzazione di questo intento, anche grazie alla conversazione che intrattiene con la luce e che gli conferisce un profilo diverso, a seconda della direzione dello sguardo. Un vaso-scultura dalle forme fluide la cui estetica non è fine a se stessa, ma mira a sublimare l’ambiente in cui viene inserito.

Decostruire e creare
Il termine “Decostruttivismo” fece la sua comparsa nel 1988, dall’omonima mostra organizzata dall’architetto Philip Johnson al Moma di New York dove furono esposti i progetti di 7 architetti di fama internazionale tra i quali Frank O. Gehry, Daniel Libeskind, Zaha Hadid e Rem Koolas. Il progetto decostruttivo si esprime con strutture che sembrano prendersi gioco delle leggi della fisica: i volumi si inseriscono liberamente nello spazio, le linee fluide cancellano l’estetica della simmetria, elevando un apparente caos a nuovo canone di bellezza. Il risultato sono edifici spettacolari, solo in apparenza governati dal disordine, dietro i quali si nasconde un’attenta analisi del nostro tempo.

2018-04-05T08:46:55+00:00 marzo 30th, 2018|

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