Una cupola per la Milano di domani

Una cupola per la Milano di domani

Una cupola che abbraccia l’intera piazza, cuore pulsante di CityLife: così Daniel Libeskind ha pensato la sua torre, attualmente in fase di costruzione. Un progetto ricco di richiami alla storia di Milano, città che è da sempre nel cuore dell’archistar. In attesa di vedere il progetto completato, scopriamo insieme le caratteristiche di questa torre che, con i suoi 175 metri d’altezza, diventerà il terzo edificio più alto di Milano.

di Emanuela Brumana

Torre Libeskind

Daniel Libeskind e Milano: un binomio che a CityLife trova il suo massimo punto d’espressione. Con il grattacielo già soprannominato “Il curvo”, l’archistar polacco naturalizzato americano mette la sua firma sullo skyline meneghino. Ed è guardando alla città che Libeskind ha trovato l’ispirazione per il progetto: la particolare curvatura della torre riprende sia la Pietà Rondanini custodita al museo del Castello Sforzesco sia il progetto (mai realizzato) di Leonardo per la cupola del Duomo. Libeskind ha dichiarato di essere stato da subito attratto dall’idea di disegnare per CityLife una torre che ricalcasse la curvatura di una cupola, richiamo simbolico alla spiritualità.
Dietro la forma non convenzionale della terza torre di CityLife non c’è quindi una ricerca formale fine a se stessa, ma un pensiero che vuole legare questo quartiere che guarda al futuro alle radici storico-artistiche della città.
In fondo, Libeskind non ha mai fatto mistero del suo amore per Milano: è qui che ha aperto il suo primo studio ed è qui che ha disegnato il progetto per l’ampliamento del Jewish Museum of Berlin, il primo concorso che ha vinto come architetto. Inoltre, come lui stesso ha affermato in fase di presentazione del progetto: “Il curvo” è «un inarcamento dei corpi che ricorda un senso di protezione e fa entrare il grattacielo in dialogo con le altre due torri; una torre piegata come fosse un inchino per baciare il grattacielo vicino, quello di Zaha Hadid.»

DENTRO “IL CURVO”

Torre Libeskind
La torre Libeskind sarà il terzo palazzo più alto di Milano: 28 piani per un totale di 175 metri d’altezza. Sebbene le tre torri di CityLife non siano state progettate dallo stesso architetto, si è lavorato per mantenere un accordo estetico che rendesse armonico il dialogo di tutte le costruzioni dell’area, comprese le residenze. C’è stata quindi una sinergia in fase di progettazione, che ha dato vita a un business district al contempo vario e coerente. In connessione con le altre due torri di CityLife, anche “Il curvo” è stato realizzato con facciate in vetro. Questo per sfruttare al massimo la luce naturale e ridurre così i consumi, in linea con lo spirito green che caratterizza CityLife. Anche la torre Libeskind ha infatti ottenuto la certificazione LEED Gold, segno che ha raggiunto alti standard di sostenibilità, senza però penalizzare il confort di chi la vivrà quotidianamente.
Proprio pensando ai tremila lavoratori che faranno il loro ingresso negli uffici della torre è stato progettato uno spazio interno flessibile: oltre alla hall a doppia altezza che connette la piazza e la torre, garantendo un ingresso luminoso e accogliente, i piani degli uffici sono pensati come open space, per adattarsi alle esigenze di tutti e favorire una connessione tra i lavoratori. Inoltre ogni livello è diverso dagli altri anche per via dello sfalsamento dei piani che caratterizza la torre. Infine, al ventisettesimo piano ci sono un ufficio su due livelli e una sala conferenze a doppia altezza.
La costruzione terminerà con una struttura d’acciaio su cui saranno installati i pannelli fotovoltaici, ulteriore segno di attenzione all’ambiente: questa parte è chiamata dallo stesso Libeskind “The crown” e, con le sue linee geometriche, completa la curvatura della torre.
Quando anche “Il curvo” sarà ultimato, le tre torri di CityLife saranno concluse e così questo nuovo quartiere, che già adesso ha conquistato milanesi e non, verrà ufficialmente consegnato alla città.

2018-07-09T10:31:01+00:00 luglio 20th, 2018|

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