Padiglione 3

Padiglione 3

Tra passato e futuro

Definito edificio di interesse storico-artistico dalla Direzione Regionale Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia, il Padiglione 3 ha una storia che forse pochi conoscono. Primo palazzetto dello sport di Milano, ha ospitato una stagione estiva della Scala e oggi è tornato al suo antico splendore in seguito a un intervento di restauro delle facciate. Tanti i progetti e le indiscrezioni sul futuro di questo edificio.

di Emanuela Brumana

Non solo nuove architetture che guardano al futuro: CityLife mantiene un forte legame anche con quella che è la storia di Milano e la dimostrazione di questa attenzione per il passato della città è l’opera di ristrutturazione del Padiglione 3, il primo palazzetto dello sport di Milano. Risalente ai primi decenni del XX secolo, l’ex Palazzo dello Sport è uno dei più interessanti del suo genere, opera dell’architetto Paolo Vietti Violi. La sua costruzione si lega all’idea di creare una “città dello sport”, rammodernando le infrastrutture e rinnovando Milano, anche grazie alla costruzione dell’Ippodromo del Trotto (1924), del Lido (1930) e del Velodromo Vigorelli (1935). Inteso come elemento di raccordo tra il tessuto urbano precedente e l’allora nuovo polo della Fiera Campionaria, l’ex Palazzo dello Sport fu iniziato il 17 ottobre 1922 e inaugurato nell’aprile del 1923, in occasione del Salone dell’Automobile. Da allora molti sono stati i grandi eventi sportivi e non solo che si sono svolti all’interno di questo spazio polifunzionale, uno fra tutti la prima stagione estiva della Scala del 1946, poiché lo storico teatro del Piermarini era stato danneggiato dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale.

DENTRO IL PADIGLIONE 3
L’ex Palazzetto dello Sport vanta un’architettura imponente ed elegante, di ampio respiro internazionale: la struttura mista in cemento e vetro, il gioco compositivo di pieni e vuoti, l’inserimento di elementi decorativi art nouveau su una rigorosa griglia strutturale ne fanno un chiaro esempio di architettura moderna. Nell’idea di Vietti Violi l’ex Palazzetto dello Sport avrebbe dovuto essere un luogo polifunzionale, in grado di accogliere corse ciclistiche al coperto (anche se la pista venne definitivamente smantellata nel 1935, anno d’inaugurazione del Vigorelli), gare di boxe ma anche mostre di cicli e motocicli e saloni dell’auto, concerti e spettacoli proprio come egli aveva già immaginato per altri edifici progettati a Parigi, Londra e New York. Luogo per il commercio, ambiente agonistico e spazio culturale dunque. L’edificio era composto da un unico ambiente coperto da una monumentale cupola in ferro e vetro ribassata, alle cui estremità erano disposti cinquecento stand distribuiti nei tre piani fuori terra, mentre al piano interrato erano previste le strutture di servizio e i depositi. La parte più spettacolare era sicuramente l’area centrale ellittica, di circa quattromila metri quadri, circondata da una sequenza regolare di colonne cemento e sormontata da altri due piani che ne seguono il disegno. Qui erano ubicate le tribune, concepite in modo da essere rapidamente e diversamente assemblabili a seconda della tipologia delle iniziative: erano infatti composte da un sistema di elementi modulari in ferro del peso massimo di cinquanta chili l’uno, facilmente spostabili e trasportabili. Il pubblico accedeva alle tribune da due imponenti sottopassaggi collegati agli ingressi, senza quindi attraversare l’area centrale dove sorgeva la pista, per non comprometterne l’integrità.

LA RINASCITA DEL PADIGLIONE 3
Iniziati a marzo 2017 e conclusi a novembre dello stesso anno, i lavori di ristrutturazione e conservazione del Padiglione 3, il cui valore complessivo supera i sei milioni di euro, hanno permesso la restituzione di questo splendido edificio alla città di Milano. Realizzato in coordinamento con il Comune e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Milano, l’intervento a opera di Italiana Costruzioni ha permesso il risanamento delle quattro facciate dello storico palazzo, dando risalto agli elementi decorativi e ai serramenti esterni, entrambi fondamentali per poter ammirare e riportare al massimo splendore l’estetica della struttura. La facciata Est verso piazza VI Febbraio era quella che si presentava meglio conservata, mentre le altre tre facciate, in precedenza completamente nascoste dagli edifici fieristici e recentemente riportate alla luce, sono state sottoposte a un intervento più marcato. L’inaugurazione avvenuta il 21 novembre 2017 è stata celebrata rievocando uno spettacolare evento passato che ha avuto luogo fra le mura del Padiglione 3: proprio come nel 1946, i Cameristi della Scala si sono esibiti per celebrare con la loro musica questa rinascita. Per quanto riguarda la destinazione d’uso del Padiglione tanti sono i progetti e le indiscrezioni. L’edificio di proprietà del Comune di Milano rappresenta un nuovo asset per la città e potrebbe diventare un polo di riferimento per l’alta moda o trasformarsi in una grandiosa installazione artistica o infine essere la sede di un importante covent garden. Tutte proposte in linea con gli usi più recenti della struttura, legati alla fashion week o a eventi privati

2018-09-21T12:26:56+00:00 settembre 26th, 2018|

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